Pan tranvai
(lo snack di una volta)
Questo pane è nato povero per i poveri, Oggi, venduto da rinomate panetterie o proposto da chef griffati è consumato dai ricchi che vogliono provare l’emozione e il gusto della povertà.

Le origini. Anche se diffuso dalle nostre parti, il pan tranvai è di origine brianzola. Il suo nome riflette la bonaria ironia dei pendolari che negli anni ’40 e ’50 del 1900, se lo portavano da casa per consumarlo sul posto di lavoro o durante l’interminabile viaggio del lentissimo, in molti tratti 15 km/h e mitico “Gambadelegn” che univa Monza e Milano.

Il “panettone dei poveri” Non sappiamo con precisione dove e quando qualcuno ebbe l’idea di impastare uvetta e farina, fatto sta che quel “pane” dolce e calorico divenne subito popolare e si diffuse tra i pendolari di tutto il nord milanese, anche a Legnano. Era venduto alle fermate dei tram e usato, a volte come moneta per il resto.
Ingredienti (per 6 pezzi):

- farina di frumento 600 g
- uva passa 500 g
- zucchero 100 g
- lievito di birra 40 g
- uova fresche 4
- acqua 650 g
Preparazione (si lavora su una spianatoia)

- Mettere a mollo in acqua tiepida l’uva. (Si può usare anche marsa-la o vino bianco).
- Impastare la farina, zucchero, le uova e il lievito sciolto in un poco di acqua calda.
- Scolare ed asciugare l’uva passa, aggiungerla alla pasta.
- Lavorare la pasta fino a farla diventare una palla omogenea.
- Disporre la pasta in una terrina infarinata, praticarvi un taglio a croce, coprirla con un telo e lasciar lievitare per circa mezz’ora in un luogo tiepido.
- Dare alla pasta la forma di un filone e far cuocere in forno a 200-250 °C per circa un’ora.
- Tolto il pane dal forno, lo si lascia raffreddare e si spolvera con farina.
