Pulénta cunscia
La polenta. Per secoli, dal XVI al XX la polenta di mais ha sfamato generazioni e generazioni di contadini. Di facile preparazione: acqua, sale e farina di mais, era l’alimento base, diffuso nell’Italia settentrio-nale e nelle zone interne dell’Italia centrale.
Già di per sé nutriente e saziante, nel tempo è stata arricchita e resa più gustosa con quello che si aveva a disposizione: formaggio; carne; verdure. Sono nate così le “polente concie”, cioè le polente conciate, arricchite con ingredienti locali, per cui ogni zona ha la sua “polenta concia”.

Calorico e saporito piatto per i mesi invernali. Era obbligo mangiare la “pulenta cumida” per la festa di San Mauro, 15 gennaio, protettore da tutte le malattie, “San Mavar, la pulénta sel tavar” dicevano. Chi non rispettava la tradizione aveva poi i “moschit in da panscia”.
Ingredienti (per 4 persone):
- Polenta già cotta e raffreddata (ottenuta da circa 300 gr. di farina bergamasca di granoturco)
- burro gr. 150
- formaggio grattugiato gr. 150
- salsiccia gr. 200
- bicchieri di latte intero. n. 2
Preparazione:
- Tagliare la polenta a fette piuttosto sottili.
- Sminuzzare la salsiccia con la mezzaluna.
- In una pirofila, precedentemente imburrata, formare un primo strato con fette di polenta e salsiccia.
- Irrorare con il latte e cospargere con il formaggio grattugiato.
- Ripetere l’operazione fino ad ottenere il numero di strati desiderato.
- Bagnare poi il tutto con burro fuso, mescolato con un po’ di latte.
- Passare la pirofila nel forno già caldo (almeno 180°) lasciando scaldare e gratinare in superficie.
- Servire ben calda.
Variente varsina. Nel varesotto la ricetta è più profumata e grassa. Formaggio fontina al posto della salsiccia; burro fuso insaporito con aglio e salvia al posto del latte.

