Percorso 11: LEGNANO IN CUCINA

“ul mangià de Legnan”

Legnano si trova all’incirca a metà di quella striscia di Pianura Padana, la “pianura alta” che da Milano, si stende in direzione nord-ovest fino ai primi rilievi del varesotto. Una terra poco fertile, una agricoltura povera. Però, anche in questa situazione, generazioni e generazioni di contadini hanno saputo valorizzare al massimo quel poco che la terra offriva: minestre e zuppe dalle verdure, polenta dal mais; gamberi e pesce dal fiume; “bruscitti”, “cassoeula” e “busecca” dai tagli di scarto del maiale e del manzo e poi dolci e ricostituenti.

Una cucina semplice, ma gustosa. “di puarit …ma bona” per dirlo in legnanese.

Nei freddi inverni di quegli anni, il sommesso borbottare del tegame tenuto a fuoco lento, sulla “cucina economica”, gli odori, i vapori che si spargevano per tutta la casa riscaldavano il corpo e lo spirito.

Anche se i piatti più caratteristici di questa terra non sono nati a Legnano, fino agli anni ’50, erano le tradizionali pietanze delle famiglie legnanesi. Sostituiti dall’evoluzione del costume, da cibi più “leggeri” e veloci nella preparazione.

Da “mangiare quotidiano” sono diventati “specialità”, molto apprezzate, di osterie e trattorie che coltivano con passione ed amore la tradizione culinaria locale.

Gli ingredienti. Verdure: cipolle, verze e carote; riso, polenta; pane integrale o di segale; carne di maiale o di manzo; burro, olio d’oliva, lardo; latte, formaggio, erano gli in-gredienti usati, semplici e genuini, forniti dall’agricoltura locale.

Le pietanze. Ma per necessità e passione, con sapienza, quei semplici ingredienti, combinati tra loro, hanno prodotto una interessante varietà di pietanze per ogni occasione: dal desinare quotidiano al pranzo della festa; dal pane dolce da sgranocchiare mentre si andava al lavoro ai dolci, alle torte in ricorrenze particolari.

Alcune varietà di riso

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